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Il sole non finisce con l’estate: perché è importante proteggere gli occhi anche nei prossimi mesi

4 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Con settembre si torna alle normali attività quotidiane, ma quest’anno non necessariamente si torna rapidamente a condizioni climatiche autunnali.


Le più recenti previsioni della World Meteorological Organization indicano infatti un El Niño particolarmente intenso, con una probabilità prossima al 100% di persistenza fino a febbraio 2027 e una maggiore probabilità di temperature superiori alla norma in vaste aree del pianeta.


Questo scenario rappresenta una buona occasione per ricordare un concetto importante: la protezione degli occhi dalla radiazione solare non è una precauzione esclusivamente estiva.


Gli effetti dei raggi UV sull’occhio


L’esposizione alla radiazione ultravioletta interessa diverse strutture oculari. Gli effetti acuti di un’esposizione eccessiva comprendono fotocongiuntivite e fotocheratite, mentre l’esposizione cronica è associata a patologie quali pterigio e cataratta.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala inoltre che l’esposizione agli UV potrebbe essere coinvolta anche nello sviluppo della degenerazione maculare legata all’età, sebbene le evidenze sul coinvolgimento retinico siano meno consolidate rispetto a quelle relative a cornea e cristallino.


Per questo è importante ragionare in termini di fotoprotezione oculare durante tutto l’anno, valutando l’effettiva esposizione e l’indice UV, anziché affidarsi soltanto alla stagione o alla temperatura percepita.


Occhiali da sole: non basta che siano scuri


La prima protezione è rappresentata da occhiali da sole di buona qualità, dotati di filtri certificati contro UVA e UVB. L’OMS raccomanda modelli in grado di bloccare il 99-100% delle radiazioni UVA e UVB e, quando possibile, una montatura sufficientemente ampia e avvolgente da limitare anche l’ingresso laterale della radiazione.


Le lenti polarizzate possono inoltre migliorare il comfort visivo riducendo i riflessi e l’abbagliamento, particolarmente intensi in presenza di acqua, superfici chiare o neve. È però importante distinguere le due funzioni: polarizzazione e protezione UV non sono la stessa cosa. Il requisito fondamentale rimane quindi la presenza di un adeguato filtro UV.


Anche cappello e visiera aiutano



Un cappello o berretto con visiera – ancora meglio un cappello a tesa sufficientemente ampia – rappresenta un’ulteriore barriera alla radiazione solare diretta e può ridurre l’esposizione degli occhi. È una precauzione semplice, particolarmente utile per chi trascorre molte ore all’aperto. Anche l’OMS raccomanda l’associazione di occhiali protettivi e cappello a tesa larga.


Attenzione all’indice UV, non soltanto al caldo


Un errore frequente è associare il rischio esclusivamente alle giornate molto calde. Temperatura e radiazione UV sono fenomeni differenti. Anche una giornata relativamente fresca può presentare livelli di UV che richiedono protezione.


L’indice UV rappresenta quindi un parametro più utile: secondo l’OMS, quando raggiunge 3 o più, è opportuno adottare misure di fotoprotezione.


La prevenzione passa anche dalla visita oculistica


Proteggere gli occhi significa infine sottoporsi a controlli oculistici periodici, la cui frequenza deve essere stabilita dallo specialista in funzione dell’età, delle caratteristiche individuali, della familiarità e dell’eventuale presenza di patologie oculari.


Il cambiamento delle condizioni climatiche e la possibilità di periodi prolungati caratterizzati da temperature elevate ci ricordano che alcune abitudini tipicamente considerate “estive” dovrebbero accompagnarci molto più a lungo.


Occhiali con adeguata protezione UV, cappello, attenzione all’indice UV e controlli oculistici periodici sono gesti semplici che contribuiscono alla tutela della salute degli occhi nel tempo.


Prof. Vincenzo Scorcia


 
 
 

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